Torna a EditorialiEditoriali · 30 ott 2026

Nuovo Codice della Strada, cosa cambia per chi pedala

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Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare il nuovo Codice della Strada. Per chi pedala porta più precedenza agli attraversamenti ciclabili e sistemi contro gli angoli ciechi di camion e bus, ma anche formule che la FIAB giudica ambigue. Nulla è ancora in vigore: ecco cosa sappiamo e cosa no.

Faldoni «Codice della Strada», «Normativa» e «Circolari» su una scrivania, con una persona che legge dei documenti
Immagine generata con intelligenza artificiale (ChatGPT Images)

Dove siamo: un testo approvato, non ancora una legge

Il nuovo Codice non è in vigore: il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato solo in esame preliminare uno schema di decreto legislativo che riscrive il Codice del 1992, in attuazione della delega dell'art. 35 della legge 177/2024. Ora servono i pareri di Consiglio di Stato e Conferenza unificata (30 giorni) e delle commissioni parlamentari (90 giorni), poi l'approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La legge 171/2026 ha portato il termine della delega da 12 a 22 mesi: secondo Bikeitalia il decreto va adottato entro il 13 marzo 2027. Una data di entrata in vigore non c'è, e fino ad allora valgono le regole attuali (L'Automobile ACI).

Il testo può ancora cambiare. I numeri degli articoli citati qui sotto sono quelli riportati dal Sole 24 Ore, che ha letto lo schema.

Cosa guadagna chi pedala

La novità più concreta è la precedenza ai ciclisti sugli attraversamenti ciclabili. Secondo il Sole 24 Ore, l'articolo 52 stabilisce che i conducenti \"si fermano e danno la precedenza\" ai ciclisti in corrispondenza degli attraversamenti ciclabili. L'articolo 61 impone a chi svolta verso una strada con un attraversamento ciclabile di rallentare gradualmente e fermarsi, e l'articolo 50 chiede di moderare la velocità in prossimità delle intersezioni. Sono proposte della FIAB recepite dal MIT. Automoto aggiunge che alcune violazioni sulla precedenza a pedoni e ciclisti potranno essere accertate a distanza.

Seconda novità: i sistemi contro gli angoli ciechi. L'articolo 200 prevede che camion e autobus montino dispositivi per rilevare pedoni e ciclisti nelle zone laterali e posteriori del veicolo. Quali veicoli e con che tempi lo deciderà un decreto del MIT, da adottare entro tre mesi dall'entrata in vigore del Codice. Anche questa è una proposta FIAB.

Gruppo di quattro ciclisti che pedalano affiancati su una strada di campagna
Foto: Pexels

Per i ciclisti sportivi, infine, l'articolo 61 (comma 7) consente di marciare affiancati su due file, in gruppi di non più di otto biciclette e con almeno 50 metri tra un gruppo e l'altro.

Il contesto è quello dei numeri del 2025 riportati dal Sole: le vittime della strada sono scese a 2.868 (-5,3%), ma i morti sono aumentati tra i ciclisti (198, +20%), gli utenti di e-bike (30, +50%) e di monopattini (25, +8,7%).

Dove la FIAB vede problemi

Il presidente della FIAB, Luigi Menna, parla di un cambio di paradigma: il testo mette l'accento sulla \"libera circolazione\" e la sicurezza rischia di diventare \"un termine accessorio\" (Sole 24 Ore). Tre punti:

  • Sorpasso (art. 55). Restano i 1,5 metri di distanza laterale, ma con l'aggiunta di \"ove possibile\", un termine che Menna definisce \"ambiguo e vago\". Se lo spazio non c'è, il veicolo a motore deve adeguare la velocità a quella del mezzo senza motore.
  • Distanza dai mezzi pesanti. Biciclette, monopattini, cicli a propulsione, ciclomotori e motocicli devono mantenere una \"distanza minima di sicurezza\" dai veicoli sopra le 3,5 tonnellate vicino alle intersezioni e durante svolte, retromarce e cambi di corsia. Per Menna è una criticità: se un camion investe un ciclista, si può obiettare che la distanza non era rispettata, con il rischio di concorso di colpa e contenziosi.
  • Responsabilità. Secondo Menna, nell'attraversamento pedonale verificare di essere stati visti diventa onere del pedone, e questo apre la porta al concorso di colpa.

Il MIT presenta il testo in modo diverso: una \"generale diminuzione delle multe\" e \"un deciso contrasto\" ai comportamenti che mettono più a rischio la sicurezza di tutti gli utenti (comunicato del 13 ottobre). Quale lettura regga si potrà giudicare solo sul testo definitivo.

Cicli a propulsione: casco e contrassegno

Per i \"cicli a propulsione\" scatta l'obbligo di casco e contrassegno: lo conferma il comunicato del MIT, che li esemplifica con \"le bici utilizzate dai rider\". Il resto è meno chiaro. Il testo li nomina accanto a monopattini e ciclomotori, ma le fonti consultate non ne riportano la definizione. Alcune testate parlano di una soglia di 0,25 kW di potenza nominale continua, altre di mezzi con solo motore elettrico; nessuna delle due versioni è confermata da una fonte ufficiale. Non sappiamo nemmeno se il contrassegno sarà una vera targa o un adesivo come quello dei monopattini.

Rider delle consegne su una e-bike con borsa termica gialla in una strada del centro storico
Immagine generata con intelligenza artificiale (ChatGPT Images)

Per le e-bike a pedalata assistita e le bici muscolari non è previsto il casco per gli adulti (Bikeitalia). Il nodo riguarda i mezzi fuori norma: come abbiamo scritto nell'articolo sulle bici-velox, oggi una e-bike che supera i limiti dell'art. 50 è considerata un ciclomotore, con targa, assicurazione, casco e patente. Se e come la nuova categoria cambi questo quadro, per ora nessuna fonte lo dice.

Le multe: più basse in generale, nessuna novità specifica per i ciclisti

Il riordino delle sanzioni abbassa gli importi più comuni: i minimi di 26 e 42 euro scendono a 25 e 40, quelli di 83 e 87 euro a 80 (MIT). Viene sospeso l'adeguamento biennale all'inflazione, e per le violazioni accertate a distanza i Comuni avranno 45 giorni, invece di 90, per notificare il verbale.

Nei testi consultati non compaiono sanzioni specifiche per i ciclisti, né per i cicli a propulsione. La multa da 75 euro ipotizzata per i pedoni che usano lo smartphone sull'attraversamento non è nel testo approvato: il MIT ha precisato il 14 ottobre che le proposte di sanzione per i pedoni sono state rimosse.

Agente della Polizia Locale ferma un ciclista in e-bike su una strada urbana con pista ciclabile
Immagine generata con intelligenza artificiale (ChatGPT Images)

In chiusura

Per chi va in bici ogni giorno il testo ha luci e ombre: più tutela agli incroci e rispetto ai mezzi pesanti, ma formule come \"ove possibile\" e \"distanza minima\" che potrebbero pesare nei contenziosi. Il giudizio finale dipende dal testo definitivo e dai decreti attuativi. Nel frattempo valgono le regole attuali. Questo articolo ha scopo informativo e non è consulenza legale.