Torna a EditorialiEditoriali · 13 ott 2026

Bici-velox: cosa rischia davvero chi ha una e-bike fuori norma

Foto: Federico Vinci

e-bikenormativaCodice della Stradasicurezza

I Comuni hanno iniziato a misurare potenza e velocità delle e-bike con banchi a rulli come il Dynostar, e a Parma, Piacenza e Como una quota alta dei mezzi controllati non è in regola. Cosa dicono gli articoli 50 e 97 del Codice della Strada, quanto si rischia davvero e come capire se la tua pedelec è conforme.

Ciclista in e-bike su una strada cittadina davanti a un palazzo storico

Tra fine settembre e inizio ottobre le e-bike truccate sono passate dalle cronache al banco di prova. A Parma la Polizia Locale ha iniziato il 6 ottobre a misurare potenza e velocità con un banco a rulli portatile, il Dynostar, ribattezzato "bici-velox": 15 sanzioni in poche ore, secondo Open. A Piacenza, il 1 ottobre, 14 e-bike su 21 controllate sono risultate non in regola; a Como, il 30 settembre, 41 su 48.

Anche ANSA racconta di vari Comuni che si dotano degli stessi dispositivi, e di circa 1,8 milioni di e-bike in circolazione in Italia. Per chi usa ogni giorno una pedelec la domanda è semplice e un po' scomoda: la mia bici supererebbe la prova? I limiti sono quelli di sempre, 250 W e 25 km/h, ma chi li supera rischia molto più di una multa.

Cosa dice il Codice della Strada

Per essere una bicicletta a pedalata assistita, e quindi circolare senza targa, patente e assicurazione, la e-bike deve rispettare l'articolo 50 del Codice della Strada, che al comma 1 considera velocipedi le biciclette a pedalata assistita con queste caratteristiche:

  • motore con potenza nominale continua massima di 250 W (500 W se il mezzo è destinato al trasporto di merci);
  • assistenza che si interrompe a 25 km/h;
  • assistenza che si interrompe anche prima se si smette di pedalare.

Il dettaglio che si perde spesso è il verbo: nel testo di legge l'alimentazione del motore è "progressivamente ridotta ed infine interrotta" ai 25 km/h, oppure prima se il ciclista smette di pedalare. Conta la potenza nominale continua, non il picco in salita. Il comma 1 dell'art. 50 ammette anche un pulsante che attiva il motore a pedali fermi, purché il veicolo non superi i 6 km/h: oltre quel limite, una spinta senza pedalare è fuori norma, come ricorda anche il Comune di Piacenza.

Se superi la soglia, non hai più una bici

Il comma 2-bis dell'art. 50 è esplicito: le biciclette a pedalata assistita che non rispettano anche una sola delle prescrizioni del comma 1 "sono considerati ciclomotori ai sensi e per gli effetti dell'articolo 97". Servono allora certificato di circolazione, targa, assicurazione, casco e patente, e circolare senza significa vedersi contestare più violazioni insieme, non una sola. In caso di incidente, la copertura assicurativa semplicemente non c'è.

Attenzione alle cifre: la forbice da 5.000 a 15.000 euro non sta in un articolo, somma più violazioni. Ogni norma prevede la sua sanzione. Dalle pagine ACI:

  • art. 97: senza targa da 79 a 316 euro, con fermo di un mese; senza certificato di circolazione da 158 a 635 euro, con confisca; con targa non propria da 1.871 a 7.488 euro; non conformità all'art. 52 o al certificato da 421 a 1.691 euro, con fermo di 60 giorni;
  • art. 193, comma 2: senza assicurazione da 866 a 3.464 euro, con rimozione del veicolo e confisca se non ci si regolarizza (comma 4);
  • art. 171: senza casco da 83 a 332 euro, con fermo di 60 giorni;
  • art. 116, comma 15: senza patente non è una multa ma un'ammenda da 2.257 a 9.032 euro, con fermo di tre mesi (comma 17).

Il sequestro è lo strumento che l'art. 213 prevede quando la legge dispone la confisca.

I 5.000-15.000 euro che compaiono in ANSA, Open, HDmotori e Ultimo Chilometro sono quindi il cumulo di più violazioni contestate insieme. Sommando i massimi delle voci elencate si arriva vicino a quella cifra, ma quali violazioni vengano contestate, e come si combinino, dipende dal caso. Secondo Autotecnica i 15.000 euro sono il caso peggiore, e i casi documentati stanno intorno ai 6.000: 5.420 euro a Monfalcone, oltre 6.000 a Romano di Lombardia. In sintesi: fino a 15mila euro, ma i casi documentati sono intorno ai 5-6mila.

Il banco a rulli: cosa misura e cosa no

Il Dynostar è un banco a rulli portatile: la ruota appoggia sui rulli e lo strumento rileva in pochi secondi potenza del motore e velocità massima, come descrive HDmotori. Non è l'unico sistema. A Como i controlli sono stati fatti con un banco mobile del Ministero, usato da tecnici della Motorizzazione Civile di Bari, e nel comunicato del Comune si legge che la soglia dei 6 km/h per la spinta senza pedalare è stata contata da 6,6 km/h, applicando la tolleranza del 10%. A Macerata, in un caso di febbraio, le verifiche sono state completate alla Motorizzazione, che ha accertato un walk assist capace di superare di circa 20 km/h il limite (Comune di Macerata).

Un Dynostar in funzione: una e-bike sul banco a rulli portatile
Un Dynostar in funzione. Foto: Dynostar

Per chi prova e-bike per mestiere la lezione è pratica: i limiti si verificano su un banco, non sulla targhetta, e un walk assist troppo generoso o un'app che sblocca la velocità bastano a trasformare una pedelec in ciclomotore. Come i Comuni gestiranno ricorsi e contestazioni, per ora nessuna fonte lo dice.

Dove si controlla già

Ecco i casi noti, ciascuno con una fonte diretta: comunicato del Comune o articolo di cronaca locale.

ComuneCosa è successoFonte
ParmaDal 6 ottobre test in centro storico con il Dynostar, banco a rulli portatile: 15 sanzioni in poche oreOpen, HDmotori, Ultimo Chilometro
Piacenza1 ottobre, Pubblico Passeggio e piazza Cavalli: 14 e-bike non in regola su 21 controllate, due su tre (dato parziale); circa 20 operatori; mezzi sequestrati per confisca e affidati ai proprietariComune di Piacenza, pagina sul servizio e pagina e-bike
Como30 settembre: 51 veicoli controllati, di cui 48 e-bike; 41 e-bike irregolari, 5 regolari, 2 non provabili. Banco mobile del Ministero con tecnici della Motorizzazione di Bari. Irregolari sequestrati per confiscaComunicato del Comune di Como (1 ottobre)
MacerataUna e-bike fermata perché andava senza pedalare: dalle verifiche alla Motorizzazione, il walk assist permetteva di superare di circa 20 km/h il limite consentito e in assistenza il motore non si staccava ai 25 km/h. Riclassificata come ciclomotore, sanzioni per 6.000 euro complessivi e sequestro per confiscaComune di Macerata; comunicato del 5 febbraio 2026, citato come esempio tecnico
Romano di LombardiaUna e-bike modificata a circa 60 km/h, con acceleratore, due batterie e app per regolare la velocità da 6 a 60 km/h: multe oltre 6.000 euro e sequestro per confiscaBergamo Tomorrow (11 ottobre)
Diano MarinaSequestri e verbali da centinaia di euro su e-bike con acceleratore; una fino a 70 km/h; numero dei mezzi non indicatoOggi Cronaca (12 ottobre)
MonfalconeAgosto 2026: e-bike a 50 km/h con acceleratore trattata come ciclomotore: 5.420 euro complessivi e sequestroIl Piccolo (21 agosto)

Il Comune di Piacenza parla di due mezzi su tre irregolari. A Como sono 41 e-bike su 48 controllate, circa l'85%, una quota compatibile con l'"8 su 10" di ANSA, anche se ANSA non nomina le città. Sono dati forti ma da leggere con cautela: i mezzi vengono fermati perché sospetti, come ricorda anche Autotecnica, i campioni sono di poche decine di mezzi e il comunicato di Como distingue i controlli su strada dalle prove al banco.

C'è poi il lato dell'offerta. Il 30 luglio la Guardia di Finanza ha reso noto un'indagine partita da Palermo su e-bike importate dalla Cina e presentate con documentazione di conformità falsa: secondo Sky TG24 almeno 6.885 veicoli dal 2023, per un valore di circa 5 milioni di euro, con indagati un imprenditore palermitano e una società per frode in commercio e falso in atto pubblico. È un fatto di luglio, ma spiega da dove arrivano molti dei mezzi che i Comuni ora misurano al banco.

Oltremanica: Deliveroo e i kit di conversione

Lo stesso nodo emerge nel Regno Unito. Il 9 ottobre Deliveroo ha annunciato, nella campagna Ride Safe, che monitorerà le velocità dei rider e li escluderà dalla piattaforma se registrano di continuo velocità elevate in e-bike; propone mezzi conformi tramite partner come Port, Zoomo, Otto Scooters ed Eskuta e chiede al governo di vietare la vendita dei kit di conversione (road.cc). Il divieto, per ora, è una richiesta, non una norma.

Il parallelo con l'Italia è utile: in entrambi i casi il problema non è la pedelec omologata ma il mezzo modificato, e l'attenzione si sposta da chi vende a chi usa. Per capire quanto pesino i rider delle consegne servirebbero però dati di fonte primaria.

Cinque controlli da fare sulla tua e-bike

  • Leggi la targhetta del motore: potenza nominale continua di 250 W (500 W solo per le cargo).
  • Verifica che l'assistenza si interrompa a 25 km/h e quando smetti di pedalare.
  • Controlla il walk assist: a pedali fermi il motore non deve portarti oltre i 6 km/h.
  • Se hai un acceleratore, un'app o un kit che cambia le prestazioni, il mezzo non è più una pedelec: non usarlo su strada.
  • Per una e-bike nuova, conserva la documentazione e chiedi al venditore la dichiarazione di conformità del modello.

In chiusura

I limiti restano 250 W, 25 km/h e assistenza solo se pedali; cambia la probabilità di essere controllati. Chi usa una pedelec conforme non ha nulla da temere e ha interesse a che i controlli distinguano bene tra mezzi in regola e mezzi modificati. Chi ha una e-bike "ritoccata" rischia sequestro, confisca e, in caso di incidente, di non avere alcuna copertura. Questo articolo ha scopo informativo e non è consulenza legale.