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Scegli la tua bici da città

Dieci tipologie a confronto: caratteristiche, vantaggi e limiti di ogni scelta, per trovare la bici giusta per il tuo tragitto quotidiano.

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Le tipologie di bicicletta da città sono tante e non è facile districarsi nella giungla di ciò che offre il mercato; sono tante e molto diverse anche le esigenze di ognuno di noi: distanza da percorrere, figli da trasportare, budget, etc, ma la nostra guida smart è in grado di aiutarvi facendovi le domande giuste e spiegandovi chiaramente pregi e difetti di ogni tipo di bicicletta.

Prima di passare alla guida vera e propria vi proponiamo anche un breve ragionamento per capire insieme quando e perché la bicicletta è meglio dell'automobile.

E perché non la bici?

È più economica dell'autosoprattutto come costi di utilizzo, quasi sempre anche come costo d'acquisto, con le dovute eccezioni dei modelli più prestigiosi, ma nel contesto urbano ce la si può cavare senza spendere troppo; fra le tante categorie di biciclette da città, la bici cargo è forse la più costosa e anche quella che può letteralmente sostituire un'automobile grazie alla possibilità di trasportare carichi pesanti e figli, ma in generale costa comunque meno dell'auto considerando le mancate spese di carburante, bollo e assicurazione e le molto minori spese di manutenzione.

È efficiente sui percorsi urbanisoprattutto entro i 10 km. Nelle ore di punta, la velocità media di un'auto in città scende spesso sotto i 15 km/h a causa di imprevisti e code, mentre una e-bike mantiene facilmente i 20 km/h di media.

È costante nei tempi di viaggioci metti sempre lo stesso tempo, ogni giorno in ogni condizione, senza risentire del traffico e azzerando i tempi di ricerca del parcheggio.

È il mezzo ideale per l'intermodalitàspecialmente le bici pieghevoli e leggere permettono di coprire l'ultimo miglio, integrandosi perfettamente con i mezzi pubblici o con l'automobile.

Fa bene alla salute fisica e mentaleperché ci fa fare movimento e riduce la sedentarietà, anche quella a pedalata assistita, ed è meno stressante dato che non dobbiamo preoccuparci del traffico.

Non inquinavisto che l'energia che usa è quella dei nostri muscoli e, vista l'ormai enorme diffusione delle e-bike, quella elettrica per ricaricare la batteria che alimenta il motore.

Sì, ma gli svantaggi?

In bici si è sempre esposti alle condizioni atmosferichee a pericoli come il ghiaccio, oltre chiaramente al caldo, al freddo, alla pioggia, etc. Con l'abbigliamento giusto si può pedalare in tutte le condizioni.

Il raggio di azione e le pendenze critiche sono una discriminante fondamentaleoltre i 15-20 km di distanza, o in presenza di dislivelli importanti senza il supporto di una e-bike performante, l'auto resta l'unica scelta realistica per non arrivare al lavoro eccessivamente affaticati.

Non si possono trasportare persone e oggetti con la stessa facilità di un'automobilea meno di scegliere una bici cargo, comunque con delle limitazioni rispetto al comfort e alla capacità di carico di un'automobile.

In bici si è più vulnerabili in caso di incidentesu alcune strade e in alcune condizioni è necessario porre la massima attenzione alla sicurezza e rendersi visibili. Se possibile, l'ideale è scegliere percorsi meno trafficati o infrastrutture ciclabili.

Devo per forza prendere una bici apposta per il bike-to-work?

"Ho già una bici". Se già avete una bicicletta, di qualunque tipo essa sia, avete molto probabilmente la possibilità di usarla per andarci al lavoro, senza necessariamente acquistare una bicicletta apposita. (Certo, per andarci al lavoro, soprattutto col caldo e se si ha necessità di arrivare a destinazione senza sudare, la bicicletta elettrica, ormai dominatrice del mercato, è la scelta ottimale; permette di coprire anche discrete distanze nonché qualche salita con pochissima fatica, in un certo senso democratizza l'uso della bicicletta anche per chi non l'aveva presa in considerazione per via appunto dell'eccessiva fatica o di come ci si potrebbe ridurre sudando.)

"Ho già una bici, ma mi piacerebbe elettrificarla". È anche vero che, avendo già una bicicletta a disposizione, esiste la possibilità di elettrificarla, in molti modi differenti e con un esborso in ogni caso più contenuto rispetto all'acquisto di una bicicletta intera.

E se la voglio acquistare? Qui è utile la nostra guida alla scelta della bicicletta: potete chattare con il nostro BIVIO Bike Advisor e consultare le spiegazioni con i Pro e i Contro delle 10 tipologie di bicicletta principali.

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Ciao! Sono il BIVIO Bike Advisor, un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale. Ti faccio qualche domanda per capire quale tipologia di bici fa per te — ci vogliono due minuti. Partiamo: quanti chilometri percorri ogni giorno per andare al lavoro (andata + ritorno)? E sul percorso ci sono salite significative?
Sagoma City Bike – 700C
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City Bike – 700C

La bici da città con ruote 700C è una delle tipologie più diffuse tra chi fa pendolarismo urbano, e non è un caso: si tratta di un formato con decenni di storia alle spalle, nato sulle bici classiche da città e da turismo, adottato anche dalle bici da corsa nonché dalle apprezzatissime gravel. Le stesse ruote, con pneumatici più voluminosi, vengono montate anche sulle mountain bike 29" (la ruota 700C è a volte definita anche 28", ma "29" sulle mountain bike" per via del diametro complessivo maggiore compreso lo pneumatico, in realtà il diametro del cerchio, identificato dalla sigla ISO 622, è lo stesso). Questa standardizzazione ha un vantaggio pratico fondamentale: i ricambi si trovano ovunque e la manutenzione è semplice.

Il diametro 700C ottimizza l'efficienza su percorsi medio-lunghi, favorisce la scorrevolezza e mantiene l'inerzia con il minimo sforzo — in sostanza, è il formato con cui si riescono a tenere medie più elevate con la stessa energia spesa. Per il pendolare che percorre ogni giorno qualche chilometro su asfalto, è spesso la scelta più razionale. A volte sono però utilizzati pneumatici di sezione contenuta che pure contribuiscono alla scorrevolezza, ma sono meno in grado di assorbire asperità e buche, quindi offrono meno comfort.

Sul fronte del telaio esistono due varianti principali. Il telaio a diamante classico, con il tubo orizzontale alto che collega il tubo sterzo al nodo sella, è più rigido e sportivo: alcuni modelli prevedono anche una posizione di guida più inclinata in avanti, adatta a chi cerca ritmi sostenuti. Il telaio step-through, detto anche "a scavalco basso", abbassa drasticamente o addirittura elimina quel tubo orizzontale, rendendo più comodo salire e scendere dalla sella — una caratteristica apprezzata da chi ha mobilità articolare limitata, da chi va in ufficio con abiti formali, o da chi usa borse laterali cariche che rendono meno agevole scavalcare il telaio.

✓ Pro
  • Costo d'acquisto generalmente più contenuto rispetto a bici più specializzate
  • Manutenzione semplice, pezzi di ricambio facili da trovare ovunque
  • Per alcuni modelli, posizione di guida comoda ed eretta, ideale per percorsi urbani
✗ Contro
  • Meno efficiente su percorsi misti o con tratti sterrati
  • Maggiore ingombro per i trasporti intermodali, più difficile da caricare in un bagagliaio
  • Pneumatici stretti meno adatti a buche e pavimentazioni irregolari tipiche di alcune città
Sagoma Bici da turismo
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Bici da turismo

La bici da turismo — o "trekking bike" nel gergo commerciale più diffuso — è la generalista per eccellenza tra le biciclette da città. Progettata per chi non vuole rinunciare a nulla, integra il meglio di più mondi: ruote 700C efficienti come una classica da città, ma in genere con pneumatici di sezione più generosa per affrontare anche fondi meno curati; posizione di guida eretta e comoda per le lunghe distanze; attacchi per portapacchi, parafanghi e borse laterali praticamente sempre presenti di serie o facilmente installabili. È la bici con cui si può andare in ufficio il lunedì e partire per un viaggio itinerante il venerdì, senza cambiare mezzo.

Il cambio è quasi sempre con più rapporti — da circa 7/8 fino a 11/12 velocità nei modelli più evoluti — per gestire comodamente sia il piano che le salite. La forcella è a volte rigida, ma alcuni modelli prevedono una sospensione anteriore per aumentare il comfort su strade dissestate. I freni a disco, idraulici o meccanici, sono ormai lo standard anche nelle fasce di prezzo medie, garantendo una frenata affidabile in ogni condizione meteo. Il peso si attesta generalmente tra i 14/16 kg per le tradizionali e 24/25 per le elettriche: non una bici da portare in spalla, ma perfettamente gestibile per chi la usa prevalentemente su strada.

Per il pendolare che percorre tragitti medi su strade miste, con qualche tratto non perfettamente asfaltato, e che magari porta con sé uno zaino o delle borse, la trekking bike è spesso la scelta più equilibrata: versatile, affidabile, accessoriabile, e disponibile in una fascia di prezzo ampia che accontenta sia i budget contenuti che chi cerca qualità superiore.

✓ Pro
  • Versatilità elevata: adatta sia al pendolarismo quotidiano che ai viaggi più lunghi
  • Predisposizione di serie per accessori come portapacchi, parafanghi e borse laterali
  • Cambio multi-rapporto e freni a disco per gestire qualsiasi condizione di percorso
✗ Contro
  • Peso superiore rispetto a bici più specializzate, meno reattiva nel traffico intenso
  • Estetica spesso poco ricercata, lontana dallo stile minimal delle bici da città moderne
  • La versatilità ha un costo: non eccelle in nessuna disciplina specifica
Sagoma Fat bike
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Fat bike

La fat bike si riconosce a colpo d'occhio: pneumatici enormi, spesso da circa 4" di sezione, montati su cerchi larghi che le conferiscono un aspetto robusto e quasi sovradimensionato rispetto a una bici da città tradizionale. Nata per affrontare neve, sabbia e terreni estremi, negli ultimi anni ha trovato un pubblico crescente anche in ambito urbano, soprattutto tra chi vive in città con strade dissestate, pavé, o condizioni meteo difficili nei mesi invernali.

Il volume d'aria enorme degli pneumatici funziona da ammortizzatore naturale: si percorrono binari del tram, tombini, buche e marciapiedi sconnessi con un comfort difficilmente raggiungibile con altre tipologie. Molti modelli vengono proposti anche in versione pieghevole, combinando così la versatilità della fat con la praticità del trasporto e della custodia. La trazione è eccellente in quasi ogni condizione, e la stabilità ad alta velocità è rassicurante anche per i ciclisti meno esperti.

Il rovescio della medaglia è il peso: una fat bike difficilmente scende sotto i 25 kg, spesso supera i 30 kg, e la resistenza al rotolamento dei pneumatici larghi la rende meno efficiente su asfalto compatto rispetto a una 700C. Su percorsi pianeggianti e lunghi la velocità media difficilmente supera i 25 km/h oltre i quali l'assistenza elettrica si disattiva.

✓ Pro
  • Comfort eccezionale su qualsiasi tipo di fondo, grazie al volume degli pneumatici
  • Trazione e stabilità elevate, ideali anche in condizioni meteo avverse
  • Disponibile spesso in versione pieghevole, per chi ha esigenze di trasporto
✗ Contro
  • Peso elevato, penalizzante per la multimodalità su Trasporto Pubblico
  • Resistenza al rotolamento maggiore, meno efficiente su lunghi tratti asfaltati
  • Ingombro significativo, anche nelle versioni pieghevoli
Sagoma Pieghevole
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Pieghevole

La bici pieghevole è la risposta più concreta al problema dell'ultimo miglio e dell'intermodalità: si piega in pochi secondi, entra in un bagagliaio, sale su un treno o un autobus, si porta in ufficio senza cercare un posto dove legarla. Per chi combina più mezzi di trasporto nello stesso tragitto — auto + bici, treno + bici — è spesso la scelta più pratica in assoluto, e in certi contesti urbani rappresenta una soluzione che nessun'altra tipologia riesce a eguagliare.

Le ruote sono generalmente più piccole rispetto a una 700C, tipicamente da 20" o 16", il che rende la bici più reattiva nei movimenti ma anche più sensibile alle asperità del manto stradale. La pedalata richiede una frequenza maggiore per mantenere la stessa velocità, e i percorsi lunghi possono risultare più faticosi rispetto a una bici a ruota grande. Alcuni modelli di fascia alta, come le celebri Brompton, compensano con geometrie raffinate e componentistica di qualità, offrendo un'esperienza di guida sorprendentemente piacevole anche su distanze medie. Negli ultimi anni si sono diffuse anche versioni elettriche, con motore nel mozzo e batteria integrata nel telaio o nel portapacchi: un'evoluzione che ha ampliato notevolmente il raggio d'azione pratico di questa categoria, rendendola adatta anche a chi deve coprire qualche chilometro in più senza rinunciare alla comodità del trasporto.

Il meccanismo di piegatura varia sensibilmente da modello a modello: vale la pena verificare quanti passaggi richiede, quanto è compatta una volta piegata, quanto pesa e — dettaglio spesso sottovalutato — se è possibile trascinarla sulle ruote come un trolley una volta ripiegata, senza doverla necessariamente sollevare. Una pieghevole da 15 kg da portare a braccia su e giù per le scale perde buona parte del suo appeal pratico; una che si trascina agevolmente con una mano, invece, diventa quasi invisibile nella routine quotidiana.

✓ Pro
  • Facilità di trasporto e intermodalità: entra in auto, treno, autobus e ascensore
  • Nessun problema di parcheggio o furto: si porta sempre con sé
  • Ideale per chi non ha spazio in casa o in ufficio per custodire una bici intera
✗ Contro
  • Ruote piccole meno efficienti su percorsi lunghi e meno confortevoli su strade sconnesse
  • I modelli leggeri e compatti di qualità hanno costi d'acquisto elevati
  • La frequenza di pedalata più alta può risultare affaticante su tragitti medio-lunghi
Sagoma Cargo bike
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Cargo bike

La cargo bike è la bicicletta che ha cambiato il modo di pensare al trasporto urbano su due ruote. Nata per sostituire il furgoncino nelle consegne dell'ultimo miglio — e oggi sempre più adottata anche dalle famiglie — è progettata attorno a un concetto semplice: portare cose, tante, senza ricorrere all'automobile. Il pianale di carico, il cassone anteriore o il lungo telaio posteriore possono accogliere spesa, bagagli, attrezzatura sportiva, ma anche uno o due bambini nei modelli con seduta dedicata.

Esistono principalmente due configurazioni. La longtail allunga il telaio posteriormente, aggiungendo un robusto portapacchi o sedute per i passeggeri: mantiene una geometria di guida più simile a una bici tradizionale ed è generalmente più agile nel traffico. La bakfiets (o "box bike") posiziona invece il cassone di carico anteriormente, tra il manubrio e la ruota davanti: offre una capacità di carico maggiore e permette di tenere d'occhio i bambini durante la pedalata, ma richiede più spazio per le manovre e una certa abitudine alla guida prima di sentirsi a proprio agio.

Il peso di una cargo bike — spesso tra i 25 e i 40 kg a vuoto — rende praticamente indispensabile l'assistenza elettrica per un uso quotidiano sensato, soprattutto con carico a bordo o su percorsi con qualche dislivello. Non a caso, la stragrande maggioranza dei modelli in commercio oggi è elettrica. I costi d'acquisto sono significativi, ma per molte famiglie rappresentano un'alternativa reale alla seconda auto (o perché no, all'auto in generale).

✓ Pro
  • Capacità di carico elevata, può trasportare bambini, spesa e bagagli voluminosi
  • Con assistenza elettrica, la fatica aggiuntiva del peso è quasi annullata
  • Alternativa concreta alla (seconda?) auto per gli spostamenti urbani quotidiani
✗ Contro
  • Ingombro notevole, richiede spazio dedicato per il parcheggio e la custodia
  • Costo d'acquisto elevato, specialmente nei modelli elettrici di qualità
  • Manovrabilità ridotta rispetto a una bici tradizionale, curva di apprendimento iniziale
Sagoma Bici da strada
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Bici da strada

La bici da strada è la scelta di chi vuole andare forte, punto. Drop bar, geometria aggressiva con busto inclinato in avanti, pneumatici stretti da 23 a 32 mm, trasmissione con rapporti lunghi: tutto è ottimizzato per minimizzare la resistenza aerodinamica e massimizzare la velocità su asfalto. Per un pendolare che deve coprire ogni giorno 15-20 km o più su strade urbane in buone condizioni, è il mezzo più veloce disponibile a pedalata muscolare — e su certi tragitti batte anche le e-bike convenzionali per via della leggerezza e dell'efficienza.

In ambito urbano la bici da strada funziona bene se il percorso è prevalentemente su asfalto, se non si ha bisogno di trasportare carichi significativi e se si è a proprio agio con una posizione di guida sportiva che richiede un po' di adattamento. La frenata con freni a disco idraulici — ormai standard anche su molti modelli entry-level — è affidabile anche in condizioni di pioggia. L'integrazione con accessori come portapacchi e parafanghi è limitata o assente sulle geometrie più estreme, mentre alcuni modelli endurance o "all-road" offrono predisposizioni per questi componenti.

Vale la pena distinguere le bici da strada pure, pensate per le granfondo o per chi pedala anche nel weekend, dai modelli endurance con geometria più rilassata e maggiore distanza da terra: questi ultimi si adattano meglio al pendolarismo quotidiano, offrendo più comfort senza sacrificare troppo in termini di velocità.

✓ Pro
  • Velocità massima su asfalto, ideale per tragitti medio-lunghi in condizioni ottimali
  • Peso contenuto, spesso sotto i 9-10 kg anche nei modelli in alluminio di media fascia
  • Stimolante da guidare, incentiva la costanza nel bike-to-work quotidiano
✗ Contro
  • Posizione di guida sportiva non adatta a tutti, richiede adattamento fisico
  • Pneumatici stretti poco tolleranti a buche, binari del tram e fondi sconnessi
  • Scarsa predisposizione per accessori urbani come portapacchi, parafanghi e borse
Sagoma Mountain bike
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Mountain bike

La mountain bike è nata per il fuoristrada, ma questo non significa che non possa diventare un mezzo da pendolarismo efficace — anzi, per molti ciclisti è esattamente quello che succede: si compra una MTB per il weekend, e ci si accorge che funziona benissimo anche per andare in ufficio durante la settimana. Eventualmente, ma non necessariamente, con qualche piccolo adattamento, una mountain bike diventa un mezzo versatile, robusto e affidabile anche per l'uso urbano quotidiano.

Gli interventi più comuni per adattare una MTB al bike-to-work sono minimi e reversibili: pneumatici semi-slick al posto dei tassellati (riducono drasticamente la resistenza al rotolamento su asfalto mantenendo una buona tenuta), magari delle ruote complete da sostituire al volo, un piccolo investimento rispetto all'acquisto di una bici intera solo per il bike-to-work, parafanghi e un portapacchi, ce ne sono ormai molti con attacco a sgancio rapido, ideali soprattutto per i telai con sospensione posteriore, mentre alcune hardtail (quelle con telaio rigido e forcella ammortizzata) di fascia media hanno già fori di attacco per questi accessori.

La posizione di guida di una MTB — manubrio largo, busto più eretto rispetto a una bici da strada — è comoda per il traffico urbano e offre un controllo eccellente nelle situazioni di emergenza. La robustezza del telaio e dei componenti, pensati per assorbire sollecitazioni ben più violente di una buca cittadina, garantisce affidabilità nel tempo anche con manutenzione non ossessiva. Chi abita in zone con percorsi misti — strade, sterrati, argini, parchi — trova nella mountain bike una soluzione che non costringe a scendere dalla bici mai, qualunque cosa ci sia sotto le ruote.

✓ Pro
  • Robustezza elevata e grande comfort, è pensata per sollecitazioni ben maggiori di quelle urbane
  • Versatilità: con un solo mezzo ed eventualmente poche modifiche è adatta al tempo libero e al pendolarismo
  • Posizione di guida eretta e controllo ottimo nel traffico
✗ Contro
  • Peso superiore rispetto a bici da città equivalenti
  • La full-suspension è meno adatta all'uso urbano: pesante e meno efficiente su asfalto (i modelli a pedalata assistita ne risentono meno)
  • Per un uso urbano è spesso necessario aggiungere parafanghi, luci ed eventualmente portapacchi
Sagoma Gravel
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Gravel

La gravel bike è nata dall'esigenza di avere una bici drop bar capace di andare oltre l'asfalto senza rinunciare all'efficienza su strada. Geometria più rilassata rispetto a una bici da strada pura, pneumatici più larghi (tipicamente da 35 a 50 mm, con tasselli leggeri o semislick), forcella con maggiore offset e spesso predisposizioni per portaborracce, borse da manubrio e talvolta anche parafanghi: la gravel è progettata per essere versatile per definizione. Su asfalto è leggermente meno veloce di una bici da strada equivalente, ma il gap si riduce molto con pneumatici semislick gonfiati a pressioni più alte, mentre su sterrato compatto, ghiaia o fondi misti esprime tutto il suo potenziale.

Per il pendolarismo urbano la gravel ha senso soprattutto in due scenari: chi percorre tragitti misti con tratti sterrati, parchi, argini fluviali o fondi irregolari che tagliano strada rispetto al percorso su asfalto; e chi cerca una bici unica che serva sia per andare in ufficio durante la settimana sia per uscite più impegnative nel weekend, magari su percorsi cicloturistici o trail leggeri. La posizione di guida, pur caratterizzata da drop bar, è più eretta e confortevole rispetto a una bici da strada racing, il che la rende più sostenibile su base quotidiana. La compatibilità con accessori urbani è generalmente migliore rispetto alle bici da strada pure: molti telai gravel hanno fori per portapacchi anteriori e posteriori, attacchi per parafanghi e anche predisposizioni per borse da bikepacking.

✓ Pro
  • Versatilità su fondi misti, ideale per chi il percorso casa-lavoro non è tutto su asfalto
  • Geometria più confortevole della bici da strada, sostenibile per l'uso quotidiano
  • Buona compatibilità con accessori urbani: portapacchi, parafanghi, borse
✗ Contro
  • Meno veloce di una bici da strada su asfalto puro, specialmente con pneumatici tassellati
  • Pneumatici più larghi aumentano il peso e la resistenza al rotolamento rispetto alla 700C classica
  • Prezzo mediamente più alto rispetto a una bici da città equivalente per qualità costruttiva
Test su Dueruote
Sagoma E-Bike kit
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E-Bike kit

I kit di conversione per bici elettrica sono la risposta per chi vuole l'assistenza elettrica senza acquistare una e-bike nuova: si tratta di sistemi che aggiungono un motore — e la relativa batteria — a una bicicletta tradizionale, trasformandola in un pedelec a tutti gli effetti. Per chi ha già una bici che funziona bene e non vuole disfarsene, o per chi cerca una soluzione più economica rispetto a una e-bike nativa, è un'opzione concreta e sempre più accessibile.

Le tipologie principali sul mercato sono tre. I kit con motore nel mozzo anteriore sono i più diffusi e facili da installare: si sostituisce la ruota anteriore con una già motorizzata, si fissa la batteria al telaio o al portapacchi e si connette il display al manubrio. Il risultato è una sensazione di "traino" caratteristica, con qualche impatto sulla sterzata soprattutto su fondi scivolosi. I kit con motore nel mozzo posteriore hanno una distribuzione del peso migliore e un feeling di guida più simile a una e-bike nativa, ma l'installazione è leggermente più complessa. I kit mid-drive, con motore centrale vicino alla scatola movimento, offrono le prestazioni più elevate e il comportamento più naturale, ma richiedono un intervento meccanico più impegnativo e spesso non sono reversibili facilmente. Esiste poi una quarta tipologia, meno diffusa ma interessante per la semplicità estrema: i friction drive, sistemi che si agganciano al telaio e trasmettono la spinta alla ruota posteriore tramite una rotella gommata, senza toccare catena né mozzi — installarli e rimuoverli è questione di secondi, anche se il grip sulla ruota può risentire della pioggia.

La qualità del mercato è molto variabile: tra i prodotti più affidabili e meglio costruiti troviamo sistemi come Swytch (mozzo anteriore) o Livall Pikaboost 2 (friction drive), entrambi pensati per un uso urbano quotidiano. Molto del mercato, però, è dominato da prodotti anonimi di qualità discutibile — vale la pena orientarsi su brand con assistenza reale e componenti certificati CE per la vendita in Europa.

✓ Pro
  • Permette di elettrificare una bici già in possesso, senza acquistarne una nuova
  • Costo nettamente inferiore rispetto a una e-bike nativa di qualità equivalente
  • Alcune tipologie (friction drive, mozzo anteriore) sono installabili e rimovibili senza attrezzi specializzati
✗ Contro
  • Il risultato finale raramente eguaglia l'integrazione e il feeling di una e-bike progettata nativamente
  • La qualità è molto variabile: il mercato è pieno di prodotti di dubbia affidabilità
  • I sistemi mid-drive richiedono installazione professionale e possono non essere compatibili con tutti i telai
Sagoma Speed Pedelec
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Speed Pedelec

Lo Speed Pedelec è la categoria più estrema — e più controversa — delle biciclette a pedalata assistita. A differenza di un normale e-bike, che per legge europea deve disinserire il motore a 25 km/h, la Speed Pedelec fornisce assistenza fino a 45 km/h: una velocità che trasforma radicalmente l'esperienza di guida e riduce drasticamente i tempi di percorrenza su tragitti medio-lunghi. Per un pendolare che affronta ogni giorno 15-20 km di percorso urbano, la differenza rispetto a una e-bike convenzionale può essere di 10-15 minuti a tratta — non poca cosa su base quotidiana.

Il motore è generalmente più potente rispetto a quello di una e-bike standard, con una coppia erogata che consente accelerazioni decise anche in salita o con vento contrario. I componenti — freni, forcella, trasmissione — devono essere omologati per le velocità più elevate, il che si traduce in standard costruttivi superiori ma anche in costi d'acquisto significativamente più alti. Il peso rimane contenuto rispetto a ciò che il mezzo è in grado di fare: molti modelli si attestano tra i 20 e i 28 kg.

Dal punto di vista normativo, in Italia e in Europa la Speed Pedelec è classificata come ciclomotore: richiede targa, assicurazione RC obbligatoria, casco omologato e patente AM (o superiore). Non può circolare nelle piste ciclabili riservate alle bici tradizionali. Questi vincoli burocratici rappresentano una barriera d'ingresso reale, ma per chi percorre ogni giorno distanze importanti e vuole farlo alla velocità del traffico urbano senza dipendere da un'auto, la Speed Pedelec è probabilmente il mezzo più efficace oggi disponibile.

✓ Pro
  • Assistenza fino a 45 km/h, ideale per tragitti lunghi e per tenere il passo del traffico urbano
  • Riduzione significativa dei tempi di percorrenza rispetto a e-bike convenzionali e bici muscolari
  • Componentistica di qualità superiore, progettata per velocità e sollecitazioni più elevate
✗ Contro
  • Classificata come ciclomotore: richiede targa, assicurazione, casco omologato e patente AM
  • Non ammessa sulle piste ciclabili, il che in alcune città ne limita i percorsi utilizzabili
  • Costo d'acquisto elevato, spesso superiore ai 3.000-4.000€ per modelli di qualità
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