Cosa significa davvero "mobilità per tutti" quando in famiglia hai due figli in due scuole diverse, orari rigidi e una tratta extraurbana da coprire ogni giorno.

Dal 16 al 22 settembre torna la Settimana Europea della Mobilità, la campagna della Commissione Europea giunta quest'anno al tema "Mobility for Everyone - Mobilità per tutti". Non è uno slogan nuovo: è lo stesso dell'edizione 2025, ma nel 2026 l'accento si sposta su un punto specifico, l'equità intergenerazionale. L'idea è semplice: una città che funziona per un trentenne in bici non è automaticamente una città che funziona per un bambino di 11 anni, un adolescente di 15 o un anziano. Le esigenze di mobilità cambiano con l'età, e un sistema di trasporto davvero sostenibile dovrebbe tenerne conto.
Non ho bisogno di andare a cercare un caso studio per raccontarlo. Ce l'ho in casa.
Ogni mattina alle 6:10 in famiglia si attiva un piccolo sistema di trasporto multimodale che, senza che nessuno l'avesse pianificato a tavolino, è la fotografia perfetta di cosa significhi "mobilità per tutti":
Quattro mobilità diverse sotto lo stesso tetto, ognuna dettata da vincoli reali, orari scolastici rigidi, distanze, sicurezza, autonomia, non da una scelta ideologica. Ed è esattamente il punto che la Settimana Europea della Mobilità prova a fare quest'anno: non esiste una soluzione giusta per tutti, esiste un sistema che deve offrire opzioni valide per ciascuno.
Il tratto che mi riguarda direttamente, da Prati Fiscali, dove parcheggio l'auto, fino al quartiere Prati, è quello che mi ha fatto scattare la scintilla per ideare BIVIO.
La logica è semplice quanto pratica: la bici da sola non è un'opzione su una distanza extraurbana come Capena-Roma, ma l'uso della sola auto per l'intero tragitto mi consegnerebbe al traffico romano più caotico, quello dell'ultimo tratto verso il centro, proprio quando conta di più arrivare puntuali, ma soprattutto conta evitare lo stress. La combinazione fra l'auto per la tratta lunga, con i ragazzi a bordo, e l'e-bike per l'ultimo miglio, in autonomia dal traffico, è quella che, sul mio percorso specifico, offre il miglior compromesso tra tempo e prevedibilità, il criterio che per me conta più della semplicità del tragitto: evitare imprevisti e ingorghi vale più di un percorso "diretto" ma esposto al rischio di un incidente a monte.
Con il comparatore di BIVIO ho messo alla prova proprio questo confronto, sul mio tragitto reale:

Qui BIVIO resta fedele alla sua linea: non facciamo propaganda della bici, raccontiamo cosa funziona e cosa no. E quello che vedo ogni giorno, sul mio tragitto e non solo, sono limiti strutturali che il tema di quest'anno mette involontariamente a nudo:
Se la "mobilità per tutti" deve valere anche per chi ha figli in scuole diverse, orari rigidi e una distanza extraurbana da coprire, la strada, letteralmente, è ancora lunga.
Non nascondo l'obiettivo di lungo periodo: trasferirmi a Roma per ridurre drasticamente questo pendolarismo, sia per me che potrei usare solo la bici per andare al lavoro, sia per i figli che frequentano liceo e medie, e per i quali la vicinanza con le scuole e con gli amici è molto importante. Ma finché quel giorno non arriva, l'intermodalità auto + e-bike resta la scelta più razionale che ho a disposizione, non la più "verde" per principio, ma quella che oggi mi fa risparmiare tempo ed evitare imprevisti sul tratto più critico della giornata.
È lo stesso principio con cui ho costruito BIVIO: non uno strumento per convincerti a lasciare l'auto a casa, ma per aiutarti a capire, con i tuoi numeri reali, quale combinazione di mezzi funziona meglio per la tua vita, qualunque età tu abbia, qualunque configurazione familiare tu debba gestire.
Vuoi vedere cosa succede sul tuo tragitto? Prova il comparatore di BIVIO con la tua combinazione di mezzi: bivio.bike/app