Con la benzina intorno ai 2 euro al litro, chiunque vada al lavoro in auto si fa la stessa domanda: quanto risparmierei andando in bici? Abbiamo messo quattro situazioni tipiche nel calcolatore di BIVIO, compresa la mia. Il risultato va da poco più di 300 a quasi 1.600 euro l'anno, e quello che fa la differenza non è quasi mai il carburante.

La risposta onesta è «dipende», ma non da quello che si pensa. Per ogni caso abbiamo calcolato con il calcolatore di BIVIO il risparmio annuo e, per chi la bici deve comprarla, in quanto tempo si ripaga l'acquisto.
Prima dei casi, una premessa di metodo, perché è lì che molti calcoli si gonfiano. Se lasci l'auto in garage per andare in bici, smetti di pagare benzina, una parte della manutenzione e il parcheggio. Assicurazione e bollo, però, continui a pagarli: si risparmiano solo vendendo l'auto. Per questo il calcolatore li tiene separati e li conta solo nello scenario di rinuncia totale all'auto.
Al risparmio togliamo poi quello che costa la bici: l'usura di catena, copertoni e pastiglie e, per le e-bike, l'energia di ricarica e una quota annua per la futura sostituzione della batteria. Il risultato è il risparmio netto, quello che resta davvero in tasca.
Giulia ha 26 anni, lavora a 3 km da casa e ci va con la sua utilitaria a benzina, che in città consuma circa 7 litri ogni 100 km. In ufficio il parcheggio è gratuito. Nel weekend usa l'auto anche per la spesa e qualche commissione, una decina di km a settimana. In cantina ha una city bike che non usa da anni.
Se andasse in bici al lavoro tutti i giorni e ci facesse anche le commissioni, cioè 40 km a settimana, risparmierebbe circa 320 euro l'anno: 260 di benzina e 110 di manutenzione, meno una cinquantina di euro di usura della bici. Non tantissimo, poco meno di 27 euro al mese. Il vantaggio è che non deve spendere nulla per cominciare: la bici ce l'ha già, basta gonfiare le gomme.

Se pedalasse solo due giorni a settimana scenderebbe a 175 euro l'anno. E se la bici dovesse comprarla, una buona muscolare da 600 euro più 60 di accessori, ci metterebbe poco più di due anni a ripagarla.
Con tragitti brevi e parcheggio gratuito il risparmio c'è, ma è modesto. La ragione vera per scegliere la bici, qui, non è il portafoglio.
Marco lavora in centro, a 8 km da casa. Va in auto, un'utilitaria a benzina da 7 litri ogni 100 km in città, e la lascia in un garage convenzionato da 100 euro al mese, perché parcheggiare in strada vicino all'ufficio è impossibile. Pensa a un'e-bike, perché 16 km al giorno con una muscolare gli sembrano troppi, soprattutto d'estate.
Con 80 km a settimana in bici il risparmio è di circa 1.580 euro l'anno, già tolti l'usura della bici, la ricarica e la quota per la batteria. Il conto è fatto così: 520 euro di benzina, 220 di manutenzione e 1.100 euro di garage che non paga più.

Marco compra un'e-bike da 1.800 euro e spende 150 euro di accessori, fra cui un buon lucchetto, perché la bici dovrà lasciarla in strada. Aggiunge anche una polizza furto da 60 euro l'anno. Con questi numeri la bici si ripaga in circa 15 mesi, e dopo cinque anni il bilancio è di quasi 6.000 euro a suo favore.

Anche qui, però, il garage pesa più di tutto il resto. Senza parcheggio da pagare, il risparmio scenderebbe a circa 470 euro l'anno e l'e-bike impiegherebbe più di quattro anni a ripagarsi.
Questo è il caso che conosco meglio, perché è il mio. Ogni mattina parto da Capena con una Dacia Jogger a GPL, accompagno i figli a scuola e lascio l'auto in una zona di Roma dove i parcheggi gratuiti non mancano. Da lì l'ultimo tratto fino all'ufficio, in centro, lo faccio in e-bike, che viaggia nel bagagliaio: 8,5 km a tratta, circa 84 km a settimana fra andata e ritorno.
I dati che ho inserito nel calcolatore sono reali: la Jogger consuma 9,5 litri ogni 100 km, una media che ho calcolato a ogni rifornimento. Se arrivassi in auto fino all'ufficio dovrei parcheggiare sulle strisce blu. A ore sarebbero circa 6 euro al giorno, ma chi lo fa tutti i giorni prende l'abbonamento da 70 euro al mese, ed è questo il confronto onesto.
Il risultato è di circa 1.080 euro risparmiati ogni anno, già tolti l'usura della bici, la ricarica e una quota per la futura sostituzione della batteria. La sorpresa è da dove arrivano: il GPL ne vale appena 280, perché con questa alimentazione ogni chilometro in auto costa poco. Il grosso, 770 euro, è il parcheggio che non pago.

La mia e-bike è una ENGWE N1 Air. Per trasparenza: è un esemplare che il produttore mi ha lasciato in omaggio dopo un test, ma per questi conti la considero acquistata al prezzo che si paga davvero, 1.299 euro (il listino dice 1.899, ma non l'ho mai vista venduta a quella cifra). Con 100 euro di accessori, la bici si ripagherebbe in circa un anno e quattro mesi. Dopo cinque anni il bilancio sarebbe di oltre 4.000 euro a favore della bici.

C'è però un rovescio della medaglia, e va detto. Senza il parcheggio da evitare, cioè con il posto auto gratuito anche davanti all'ufficio, il risparmio scenderebbe a circa 310 euro l'anno e l'e-bike impiegherebbe circa quattro anni e mezzo a ripagarsi. Nell'intermodalità auto+bici (soprattutto con il GPL, che è molto conveniente) non è il carburante a fare la differenza: è il parcheggio.
Eppure, anche in quel caso, continuerei a scegliere la bici. Il guadagno più grande per me non sta nel portafoglio ma nell'orologio: i miei 8,5 km li percorro sempre in 26-27 minuti, con il traffico scorrevole o bloccato, con un incidente sul percorso o con la pioggia. In auto lo stesso tragitto può durare la metà o il doppio, e non lo sai mai prima di partire. A questo vanno aggiunti i giri a vuoto in cerca di posto, che in centro a Roma a volte durano più del tragitto stesso: in bici arrivo e la porto dentro l'ufficio. Poi c'è la salute. Sono quasi un'ora di movimento al giorno, con l'impegno moderato ma costante dell'e-bike, che è proprio il tipo di attività consigliata per cuore e metabolismo, e senza dover trovare il tempo per la palestra. Infine lo stress, che lascio in coda insieme agli automobilisti. Arrivo in ufficio più sveglio, e la sera torno a casa con la testa più libera.
Gli Esposito hanno due auto. La seconda è un'utilitaria a benzina di dieci anni che fa circa 6.000 km l'anno, tutti in città: scuola, spesa, attività dei figli. Decidono di venderla e di sostituirla con una cargo e-bike, con cui portare anche i bambini.

Qui entrano in gioco i costi che negli altri casi restavano fuori: senza l'auto spariscono anche assicurazione (500 euro), bollo (200 euro) e revisione (40 euro l'anno di media). Sommati ai 900 euro di benzina e ai 360 di manutenzione, e tolta l'usura della bici, il risparmio arriva a circa 1.500 euro l'anno, al netto di ricarica, batteria e polizza furto.

La cargo e-bike costa 3.500 euro, a cui si aggiungono 150 euro di accessori e 80 euro l'anno di polizza furto. Si ripaga in circa due anni e mezzo. Dopo cinque anni il bilancio è di oltre 3.800 euro a favore della bici.

Il conto è prudente per due motivi: non include il ricavato della vendita dell'auto né la svalutazione che l'auto avrebbe continuato ad accumulare. Va messo in conto però qualche noleggio o car sharing per le volte in cui un'auto serve davvero. Una cosa è certa: tenendo l'auto in garage e usandola solo meno, la stessa cargo impiegherebbe quasi cinque anni a ripagarsi. Il risparmio grande arriva solo quando l'auto si vende.
| Caso | Risparmio netto annuo | Si ripaga in |
|---|---|---|
| 1. Giulia, 3 km, bici già in cantina | circa 320 € | subito, la bici ce l'ha già |
| 2. Marco, 8 km, garage in centro | circa 1.580 € | 15 mesi |
| 3. Francesco, auto a GPL + e-bike | circa 1.080 € | un anno e quattro mesi |
| 4. Famiglia Esposito, senza seconda auto | circa 1.500 € | due anni e mezzo |
Calcoli effettuati il 1° novembre 2026 con i prezzi medi MIMIT del Lazio: benzina 2,023 €/l, GPL 0,762 €/l.
Messi in fila, i quattro casi raccontano tre cose.
Il carburante conta meno di quanto si creda. Con un tragitto breve o con un'auto a GPL, ogni chilometro in auto costa poco. Il risparmio sulla benzina c'è, ma da solo raramente supera qualche centinaio di euro l'anno.
A fare la differenza è il parcheggio. Nel caso di Marco e nel mio, il parcheggio evitato vale più di tutto il resto messo insieme. Se paghi per lasciare l'auto vicino al lavoro, la bici, anche elettrica, si ripaga in poco più di un anno.
Il salto vero arriva quando l'auto si vende. Solo rinunciando a un'auto spariscono assicurazione e bollo, ed è lì che i conti cambiano davvero, come per la famiglia Esposito.
Poi c'è tutto quello che il calcolatore non può misurare: il tempo di viaggio sempre uguale, il movimento quotidiano, lo stress lasciato in coda. Per molti pendolari, me compreso, sono queste le ragioni che contano di più.
Inserisci il tuo tipo di auto, i km che faresti in bici e il parcheggio che eviteresti: il calcolatore di BIVIO ti dice quanto risparmi ogni anno e in quanto tempo si ripaga la bici. È gratuito e non serve registrarsi.